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le recensioni che riguardano i "L'INSTABILE"
L'Instabile -
Così diversa e così simile a quella di molte altre band, la storia de L'Instabile racchiude in sè un segreto che diventa destino nel momento stesso in cui viene svelato.
Non conoscendo i motivi per i quali la band non è più all'attivo, bisogna soffermarsi sulle ragioni per le quali avrebbe dovuto esserlo. Ottime idee, personalità, grande voce, ritmo e ispirazione. Tutto questo rivive nel video "Medicina Generazionale", vecchio pezzo riproposto da un video.lavoro di Marco Balletti, bassista della band che fu.
Odori che sono ossigeno del 1997 (anno di registrazione del brano), siamo in era post-grunge, e le immagini sembrano dimostrarlo chiaramente. Sfuocate, nervose, arricchite di stacchi al variare del ritmo.
Girato tra Milano e Stoccolma con l'ausilio di web.cam, telefonini e vecchi show della band, il risultato a costo zero è, in una parola, sorprendente. Il pezzo viaggia tra i binari della dicotomia verso.ritornello senza ricadere nelle banalità facilmente commerciabili, tanto ricercate dagli addetti ai lavori (label, etichette varie..).
Buona l'idea degli stacchi di immagini live della band sul ritornello, che dopo un paio di ascolti diventa difficile da dimenticare. Ben arrangiato, "Medicina Generazionale" è solo uno dei vari brani scritti e registrati, disponibili in rete sullo space della band. Chissà che questo video.tributo faccia cambiare qualcosa?
Il destino è stato Instabile, ma al rovescio della medaglia si sa che solo l'Instabilità può smuovere momenti di calma piatta..
L'Instabile sono (o erano?):
Diego Mancino:voce e chitarra
Mauro Sansone:percussioni
Marco Balletti:basso
Fiamingo:chitarra
http://www.myspace.com/linstabile
Scritto da:
Sebastiano Davoli
"Devo essere sincero, il gruppo de L'Instabile ha creato dentro di me un conflitto, come se il loro stesso nome avesse una sorta di potere nel creare spaccature.
Continuo a ripetermi che i brani si somigliano un po' tutti, la struttura non esce quasi mai dalla collaudata "strofe calme e minimaliste, ritornello saturo di chitarra elettrica distorta e hi-hat aperto e tagliente".
Ma nonostante questo, il gruppo crea atmosfere credibili.
Il cantante ha un timbro di voce che ha senso con il genere che suonano, forse un po' poco personale, ma tutto sommato funziona perchè crea intensità nell'insieme.
Tecnicamente sono precisi e coerenti a livello sonoro, insomma gli arrangiamenti stanno in piedi e hanno gusto, anche se purtroppo peccano di originalità...
Ed è qui il nodo.
Quello che più mi dispiace è che i componenti de l'Instabile
avrebbero sottopelle talento e creatività (basti vedere anche il loro video a budget zero...) ma sembrano avere timore a osare di più. Si fermano sempre un po' prima del burrone e non si gettano mai, anche se danno l'impressione di volerlo fare continuamente.
Ma niente da fare... I testi, pur essendo nel loro complesso quasi esenti da problemi di metrica e accentazione, risultano sempre un po' troppo ermetici; forse la colpa è anche di alcuni punti dove le parole non si capiscono affatto, sono masticate dentro la bocca, non vengono mai sputate e fanno perdere il filo del discorso, già difficile da seguire...
Inoltre, hanno il vizio di suonarsi un po' troppo addosso,
dilungandosi all'infinito in giri lisergici... E anche qui la sensazione di spaccatura che alberga dentro me diventa ancora più presente, perchè si sente che i componenti del gruppo godono nel suonare e questo è positivo, ma forse sarebbe meglio rimandare queste elucubrazioni nelle date live, mentre sulle registrazioni in studio non dilungarsi troppo (alcuni brani sono effettivamente troppo estesi
come ad esempio "Brucio un supermarket").
Scusate, lo so... Questa mia ultima affermazione sembra una sentenza da legge di mercato, ma credetemi non è così... A volte bisogna sacrificare un piccola cosa a cui siamo immotivatamente affezionati per ottenerne una veramente grande.
Germano Castello