Menu principale:
tempo libero
JACQUES TATI OVVERO LA COMICITA’ DELL’UOMO QUALUNQUE
Parliamo di un grande comico francese scomparso nel 1982: Jacques Tatischeff, noto come Jacques Tati.
Nato nel 1908, approda al cinema dopo aver vissuto diverse esperienze in cabaret e music-hall e nel 1948 gira il suo primo lungometraggio dal titolo GIORNO DI FESTA, che già contiene tutti i pregi e i difetti che sempre accompagneranno, in diversa misura, l’opera di Tati. Ambientato in un paesino tipicamente francese, narra le disavventure di un postino che cerca di imitare (suggestionato da un documentario visto alla TV) l’efficienza dei postini americani, con risultati ovviamente disastrosi.
Del 1953 è LE VACANZE DEL SIGNOR HULOT, che per l’omogeneità e il ritmo delle “gag” (situazioni comiche) viene normalmente considerato il suo capolavoro; è la cronaca delle vacanze di alcuni francesi medi in una modesta spiaggia. E’ in questa pellicola che nasce il Monsieur Hulot, un personaggio caratterizzato dalla sostanziale involontarietà delle azioni comiche e che possiamo definire “passivo”, in contrapposizione a quello “attivo” di Charlot, per esempio, che crea le situazioni che vive.
Il momento felicemente creativo di Tati viene confermato dal successivo MIO ZIO, girato nel 1958, in cui si fa più evidente la sua polemica contro le deformazioni e l’alienazione del mondo moderno e soprattutto dei borghesi che si credono moderni; racconta delle difficoltà di inserimento del semplice, genuino Hulot nella villa ultramoderna e ultraaccessoriata del cognato.
Il 1967 è l’anno di PLAYTIME, in cui Hulot è alle prese con la civiltà dei consumi.
Nel successivo MONSIEUR HULOT NEL CAOS DEL TRAFFICO, del 1970, Hulot decide di partecipare al Salone dell’Automobile di Amsterdam, con una vettura da lui dotata di curiosissime attrezzature, ma il traffico gli impedisce di presentarla prima della chiusura.
Lo scarso successo commerciale degli ultimi due film costringe il comico francese a girare l’ultima sua pellicola, IL CIRCO DI TATI, del 1974, in economia di mezzi.
La sua filmografia è tutta qui, 6 film in 26 anni. Una parsimonia giustificata dalla grande cura e meticolosità con cui immagina, cura e monta un film. Ogni sua pellicola deriva da un lungo lavoro di osservazione, di riflessione; in tutta la sua opera ha cercato di individuare i piccoli tic, i difetti, le manie del borghese medio, nel tentativo di scoprire il meccanismo che porta alla soppressione della personalità in un mondo sempre più meccanizzato, riuscendo spesso a sfiorare la poesia e mancando talvolta il bersaglio per un eccesso di bonarietà.
Il suo stile, straordinariamente rigoroso in un comico, al punto che qualcuno ha citato addirittura Bresson, è caratterizzato dallo splendido uso del rumore, del suono, come parte integrante dell’immagine; raramente vi è un soggetto unico, ma la pellicola è generalmente costruita su di un susseguirsi di piccoli episodi, di gag a volte irresistibili, a volte basate su annotazioni così sottili da notarsi appena, spesso interrotte prima che arrivino al culmine, ma sempre con quella capacità di osservare e quella mano lieve che hanno un parente stretto in un altro grande umorista francese, il vignettista Sempè.
Soltanto due film, LE VACANZE DEL SIGNOR HULOT e MIO ZIO, riescono, grazie alla brillantezza degli spunti comici e all’acutezza delle osservazioni a sopperire in parte ai difetti congeniti di Tati, insiti in un certo squilibrio fra le varie parti (alcune risolte in forma di documentario) e in un pizzico di qualunquismo ideologico che gli impedisce di trasformare la sua garbata satira in critica sferzante e di scoprire le reali cause del malessere che avvolge i suoi piccoli uomini qualunque.
Nonostante ciò, la simpatia del personaggio può essere sufficiente da sola a compensare le mancanze e a farci amare i suoi film che, soprattutto nella nostra epoca di industrializzazione dello spettacolo e di sfarzo nella messinscena, ci regalano un’idea di artigianalità e genuinità che ce li rendono insostituibili.
FILMOGRAFIA GIUDIZI
1948 GIORNO DI FESTA *** (buono)
1953 LE VACANZE DEL SIGNOR HULOT **** (ottimo)
1958 MIO ZIO **** (ottimo)
1967 PLAYTIME *** (buono)
1970 MONSIEUR HULOT NEL CAOS DEL TRAFFICO *** (buono)
1974 IL CIRCO DI TATI *** (buono)
A chi volesse saperne di più consiglio il libro:
Roberto Nepoti, JACQUES TATI, Il castoro cinema n°58, La Nuova Italia Ed.
Rubrica a cura di Massimo Fantuzzi