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arte e cultura
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GRUPPO DE STIJL
Gruppo artistico e rivista olandesi fondati nel 1917 dallo scrittore Theo van Doesburg nel villaggio di Laren, già famoso centro di artisti, insieme ai pittori P.Mondrian e B.van der Leck, gli architetti J.J.P.Oud, R.van't Hoff, J. Wils, cui si uniscono il pittore Huszar, lo scultore Vantongerloo, il poeta Antonie Kok, e, negli anni seguenti, artisti di diversa formazione e ambiente, da Domela a Lissitzky, cineasti come Hans Richter, poeti e scultori come Hugo Ball e Jean Arp. I principi del movimento erano fondati sull'esigenza di ordinare razionalmente il mondo dell'arte per una costruzione geometrica dell'immagine composta coi tre colori primari - rosso, giallo e azzurro - e coi tre non primari - bianco, nero e grigio - Van Doesburg fù la forza motrice del movimento, ma la personalità creatrice più eminente fu quella di Mondrian, chiamato dallo stesso Van Doesburg "padre del neoplasticismo", cioè della nuova visione di spazio in termini di strutture ideali in cui il cosmo sia ordinati in architetture essenziali, geometriche e purificate. Fin dal 1913 Mondrian si staccava dall'oggetto descritto e portando a conseguenze rigorose gli impulsi di consimili interessi intellettuali fermentati in Europa, dal Cubismo francese al costruttivismo russo, semplificava l'oggetto fino a togliere ma ogni apparenza contingente per tracciarne una trama di poche linee rette, rispondenti ad una profonda dimensione di spazio. Prima che artistica bisogna quindi avvertire in De Stijl una esigenza di natura morale che coinvolge tutta l'interpretazione del cosmo e la natura, strettamente ideale e razionalistica, dei rapporti dell'uomo col cosmo così interpretato. Mondrian sostenne il suo pensiero sulla rivista De Stijl. Se l'espressione più alta dei principi di De Stijl si trova nella pittura di Mondrian, nelle opere degli altri fondatori che sviluppano concezioni pratiche, nell'intento di riformare ogni campo del pensiero del'arte. Van der Leck usava la riduzione di forme e colori per applicazioni decorative, nella ceramica, in tessuti, in vetrate, illustrazioni di libri. Van Doesburg volle propagare ovunque i principi di De Stijl. Fin dalla fondazione volle associare architetti, tra cui Robert van't Hoff, che dagli Stati uniti portava le idee di Wright e Jacobus Pieter Oud, che già nel 1917 esprimeva il nuovo equilibrio delle strutture sintetiche nei quartieri di abitazione di Rotterdam. La rivista De Stijl termina nel 1927; Mondrian vi aveva pubblicato fino al 1924; lo stesso Van Doesburg sviluppa il suo pensiero nel manifesto dell'elementarismo fin dal 1925, fondando a Parigi il gruppo Astrazione, Creazione. Nel 1930 Van Doesburg pubblica la rivista Arte Concreta che presenta molti artisti astratti. Con la sua morte, avvenuta nel 1931, si considera finito il periodo programmatico di De Stijl il cui spirito riviveva negli sviluppi dell'arte astratta concreta europea e influiva su artisti come Anthell, Schwitters, Kupka e altri. Nel 1932 usci ancora un numero della rivista De Stijl pubblicato da Madame Pedro Van Doesburg in ricordo del marito: Il pensiero e le opere di De Stijl hanno avuto profondo influsso sulle arti europee fra le due guerre.
ARCHITETTURA
Nel primo manifesto di De Stijl, in otto punti vengono precisate le tesi del gruppo, dove si sostiene, fra l'altro, che l'individualismo è un ostacolo per la percezione dell'universale. Bruno Zevi nota come la tesi del manifesto siano generiche, ma sottolinea la tensione, l'aspettativa psicologica che anima i membri del gruppo. Le ragioni del gruppo De Stijl risultano più chiaramente dell'esame di quei principi fondamentali dell'architettura che Van Doesburg delineò in un articolo del 1925 e soprattutto dell'esame delle architetture "neo-plastiche" e delle pitture che hanno le loro radici nel gruppo De Stijl. Nei 17 punti si legge che: ...l'architettura moderna è una forma a posteriori... (1); l'archirettura moderna è economia (3); è funzionale, cioè sintesi di esigenze pratiche...(4); non conoscendo uno schema a priori l'architettura moderna determina degli spazi mediante piani che non hanno una forma individuale...(5); la nuova architettura non è determinata solo dagli spazi ma anche dal tempo; l'unità di spazio e tempo dà all'architettura un aspetto nuovo e plasticamente più completo: uno spazio animato...(10); la nuova architettura sopprime la ripetizione monotona e la simmetria (13) e l'espressione individuale della pittura con forme costruite con piano colorati (15); l'architettura deve essere la sintesi della nuova costruzione plastica (17). Questa tesi di derivazione cubista e con precisi contorni funzionalisti fu condivisa dal gruppo, meno che da Mondrian che, insofferente della condanna del lavoro individuale, nel 1924 lasciò il gruppo De Stijl; da tesi mirava a verificare in architettura un metodo di lavoro atto a ricostruire lo spazio umano in forme tali da realizzare una "nuova plasticità". Il tentativo di vivere in un'arte realizzata, come scrisse Mondrian, si estrinseca in poche architetture e in molti progetti: fra i primi tentativi neo-plastici in archirettura vi è il monumento in cemento armato, progettato da Van Doesburg per una città olandese (1916), formato da un nucleo centrale puntato verso l'alto che si scompone mediante gradoni in parallelepipedi parzialmente incorporati nel nucleo o addossati l'uno all'altro. Nel 1090 Van Doesburg e Van Esteren progettano una casa unifamigliare dove i volumi sono decomposti in una serie di piani variamente colorati che si intersecano in modi assai complessi e formano un'architettura difficilissima a recepire nella sua unità. Non diversamente concepita è la casa-studio, degli stessi progettisti, del 1923. Più interessante il progetto della casa Rosenberg, dello stesso anno, nel quale la scomposizione volumetrica si attua senza l'esasperata denuncia dei piani, rendendo più leggibile il complesso. Nell'ambito di quella che è stata definita la "poetica neo-plastica" sono classificabili le prime opere di J.J.P.Oud e di G.Rietneld: di Oud il caffè De Unie (1922) e la casetta semi permanente (1923) a Rotterdam; di Rietneld una gioielleria ad Amsterdam (1922) e la villa Schroeder a Utrecht (1924). Negli anni successivi Van Doesburg realizza a Strasburgo il cinema e il caffè Aubette (1926-1928): è un adattamento da spazi interni preesistenti che vengono potentemente riplasmati attraverso la sovrapposizione alle pareti ed ai soffitti di grandi piani colorati, che sono più che una decorazione e ricompongono in unità gli spazi, scomponendo i piani statici delimitanti. Ma è principalmente attraverso le opere di Mies van der Rohe che il neo-plasticismo esercita un'influenza di notevole portata sull'architettura moderna. La scomposizione dei volumi in piani è leggibilissima nel padiglione tedesco all'Esposizione di Barcellona (1929) e nella casa all'Esposizione di Berlino del 1931. Così, quando Van Doesburg muore (1931), il gruppo De Stijl non esiste più; ma l'impronta data alle architetture del movimento moderno, con l'influenza esercitata su Gropius, su Mies van der Roke, sui costruttivisti russi, non viene mai meno e costituisce una delle componenti più interessanti della recente storia dell'architettura.